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Piervittoriodeliri di un alieno metropolitano May 29 La Casta - S. Rizzo & G. A. Stella - Rizzoli EditoreHo appena acquistato un libro, scritto da due inviati del Corriere della Sera e politicamente neutrale, che consiglio caldamente a quasi tutti (vedasi avvertenze e controindicazioni), di cui pubblico l' incipit... se vi sembra surreale, dovete leggere il resto: supererà ogni vostra peggiore aspettativa, e dimostrerà ancora una volta che nulla è più incredibile della realtà...
Precauzioni d' uso: se avete un AK47 a portata di mano, o disponibilità di tritolo di cui imbottire una vecchia giaccavento, questa lettura non è consigliata: rischiereste di cedere all' inevitabile istinto di organizzare una trasferta suicida (di cui tutti noi comprenderemmo appieno le motivazioni) presso una qualsiasi sede, centrale o periferica, ove si "amministra" la Res Publica...
Certo, il rischio potrebbe essere il malaugurato coinvolgimento di qualche innocente... ma credo sia una ipotesi probabile quanto quella di imbattersi in virginali pudori in un bordello di Bangkok...
La casta
Così i politici italiani sono diventati intoccabili “Rossori di imbarazzo? Mai. Quanto alle retromarce, sono rarissime. E solo nei casi in cui, scusate il bisticcio, il troppo è troppo troppo. Come nel caso del del tunnel che avrebbe dovuto unire Montecitorio a una delle sue numerose dépendance, il Palazzo Theodoli-Bianchelli su via del Corso. Progetto abolito, non senza sbuffi di esasperazione verso i giornalisti impiccioni, soltanto dopo che era stato svergognato sul ‘Corriere’. Da un palazzo all’altro saranno, a esagerare, cinque passi. Lo stanziamento previsto era di 5.220.000 euro. Un milione di euro a passo.” Da Tocqueville a De Gregorio: la deriva della classe politica
La pianeggiante Comunità montana di Palagiano è unica al mondo: non ha salite, non ha discese e svetta a 39 (trentanove) metri sul mare. Con un cucuzzolo, ai margini del territorio comunale, che troneggia himalaiano a quota 86. Cioè 12 metri meno del campanile di San Marco. Vi chiederete: cosa ci fa una Comunità montana adagiata nella campagna di Taranto piatta come un biliardo? Detta alla bocconiana, l'ente pubblico pugliese ha due mission. Una è dimostrare che gli amministratori italiani, che già s'erano inventati in Calabria un lago inesistente a Piano della Lacina e un'immensa tenuta di ulivi secolari nel mare (catastale) di Gioia Tauro, possono rivaleggiare in fantasia con l'abate Balthazard che si inventò l'«Isola dei filosofi» dove non esisteva un governo perché i suoi abitanti non riuscivano a decidere insieme quale fosse «il sistema meno oppressivo e più illuminato». L'altra è distribuire un po' di poltrone. Obiettivo assai più concreto della salvaguardia di un borgo alpino o della sistemazione di una mulattiera appenninica. Certo, le Comunità montane sono solo un pezzetto della grande torta. Ma possono aiutare forse meglio di ogni altra cosa a capire come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa, ingorda e autoreferenziale, sia diventata una Casta e abbia invaso l'intera società italiana. Ponendosi sempre meno l'obiettivo del bene comune e della sana amministrazione per perseguire piuttosto quello di alimentare se stessa. Obiettivo sempre più disperato e irraggiungibile via via che la bulimia ha contagiato tutti: deputati, assessori regionali, sindaci, consiglieri circoscrizionali, assistenti parlamentari, portaborse e reggipanza. Fino a dilagare, nel tentativo di strappare metro per metro nuovi spazi, nelle aziende sanitarie, nelle municipalizzate, nelle società miste, nelle fondazioni, nei giornali, nei festival di canzonette e nei tornei di calcio rionali... Una spirale che non solo fa torto alle migliaia di persone perbene, a destra e a sinistra, che si dedicano alla politica in modo serio e pulito. Ma che è suicida: più potere per fare più soldi, più soldi per prendere più potere e ancora più potere per fare più soldi... Sia chiaro: la montagna, che copre oltre la metà dell'Italia, è una cosa seria. E spezza il cuore vedere gli sterpi inghiottire certe contrade costruite dall'uomo a prezzo di sacrifici immensi, dalla piemontese Bugliaga all'abruzzese Frattura, dalla romagnola Castiglioncello ai tanti borghi calabresi svuotati dall'emigrazione. Come la povera Roghudi, raccontata mezzo secolo fa da Tommaso Besozzi, dove c'erano «tanti grossi chiodi conficcati nei muri e le donne vi assicuravano le cordicelle che avevano legato attorno alle caviglie dei bambini più piccoli, perché non precipitassero nel burrone. Infatti, da qualunque parte si guardino, le case appaiono costruite sopra un torrione che scende a picco, da ogni lato». Ma proprio perché la montagna vera ha bisogno di essere aiutata, spicca l'indecenza della montagna finta. Artificiale. Clientelare. Costruita a tavolino per dispensare posti di sottogoverno. Divoratrice di risorse sottratte ai paesi che vengono sommersi davvero dalla neve o non vedono davvero il sole per mesi e mesi come succedeva a Viganella, sopra Domodossola, prima che piazzassero uno specchio di 40 metri quadrati che cattura i raggi e li riflette sulla piazza del villaggio. Basti dire che della Comunità montana Murgia Tarantina alla quale appartiene Palagiano (che si adagia in parte a zero metri sul livello dello Jonio lì a due passi), i comuni riconosciuti come solo «parzialmente montani» nel loro stesso sito internet sono 4 e quelli «non montani» 5. E montani? Manco uno. Tanto che l'altitudine media dei 9 municipi è di 213 metri. Una sessantina in meno dell'altitudine del Montestella, la collinetta creata alla periferia di Milano con i detriti. Ma quanto bastava a fondare una struttura con un presidente, 6 assessori, 27 consiglieri, un segretario generale... Pagati rispettivamente, visto che tutti insieme i paesi passano i 100.000 abitanti, quanto il sindaco, gli assessori e i consiglieri d'una città grande come Padova. Chi vuoi capire come funziona faccia un salto a Mottola, dov'è la sede, e giri una per una le stanze vuote fino a trovare qualcuno. «Cosa fate, esattamente?» «Cosa vuole che facciamo... Abbiamo pochissimi soldi. Non è che ci sono margini per fare tante cose.» «Quindi?» «Qualcosa qua e là... Poca roba.» «Ma il bilancio 2006 di quanto è stato?» «Non so... Intorno ai 400.000 euro. Togli gli stipendi, togli le spese...» «Il presidente, per esempio, che fa?» «Gira.» «Gira?» «Gira, si da da fare per cercare di avere dei finanziamenti.» «E ne raccoglie?» «Mah...» Tutto merito d'una leggina regionale pugliese del 1999. Che interpretando a modo suo una sentenza della Corte costituzionale si era inventata la possibilità di inserire nelle Comunità anche comuni che non erano montani ma «contermini». Concetto che, di contermine in contermine, potrebbe dilatare una comunità montana dall'Adamello al Polesine. E infatti consentì a quelle pugliesi di sdoppiarsi e ampliarsi fino a diventare 6 per un totale di 63 comuni pur essendo la loro la più piatta delle regioni italiane. Benedetta da contributi erariali che, in rapporto agli ettari di montagna, come dimostra la tabella in Appendice, sono quattordici volte più alti di quelli del Piemonte." Una domanda, amaramente, sorge spontanea: un sistema siffatto, dove quello raccontato è poco più di un divertente aneddoto in mezzo alle ben più incredibili nefandezze documentate nel libro in un crescendo di malaffare (più che di malgoverno) che brilla per assoluta trasversalità ideologica, potrà mai cambiare dall' interno?
La democrazia, da un punto di vista strettamente pratico e non solo teorico, contiene in sè gli anticorpi per reagire e mutare il corso delle cose?
Oppure, nel momento in cui gli stessi virus che la minano dall' interno possono sfruttare il sistema democratico, contaminando gli elettori e trasformandoli in complici remunerati, avendo essi stessi il diritto di voto per garantirsi il pieno controllo dell' organismo, non c' è più alcuna speranza di guarigione?
Siamo sicuri che il prezzo da pagare nel caso in cui il buon Osama vinca la sua guerra e piombi in italia imponendo la sharia e, tra le altre consuetudini poco ortodosse, l' amputazione della mano ai ladri, sia più alto di quello che la "politica" (mai parola fu più utilizzata a sproposito) ormai ci impone?
Personalmente, sarei ormai dell' idea di accettare qualsiasi sistema antidemocratico, di destra o di sinistra, dittatoriale o oligarchico, teocratico o anarcoliberista, purchè si faccia tabula rasa, e si riparta da zero, riscrivendo la Costituzione, al fine di garantire obbiettivi di efficienza e trasparenza amministrativa.
Sono pronto e disponibile a rinunciare pacificamente per un decennio ai più elementari diritti civili, pur di liberarmi di questo costosissimo esercito di parassiti mascherati da clown... prima che veramente qualcuno, esasperato, prenda l' AK47, ed arrivi allo stesso risultato.
February 12 ricevo e volentieri pubblico...La vita dovrebbe essere vissuta al contrario… Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è già bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene, e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione, e te la godi al meglio. Col passare del tempo, le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro. Lavori quarant'anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo. . . September 15 Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita...Chi l' avrebbe detto? All' approssimarsi degli "anta", mi metto davanti al PC a raccontarmi... Mah... sarà un po' di alzheimer incipiente? O l' indefessa sindrome di peter pan che felicemente mi accompagna, e mi protegge da matrimoni, famiglia, mode, convenzioni sociali ed altri lutti? E poi, soprattutto, cos' ha da raccontare un sociopatico come me? Vabbè... vorrà dire che pubblicherò un po' di pensieri a caso, così come mi vengono... deliri di un alieno metropolitano! |
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